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©Natasha Caruana, “I had to know” dalla serie “At First Sight”

di Alessandro Pagni

Natasha Caruana e l’ignoto spazio profondo.

Natasha Caruana e il grande mistero, quel luogo privo di confini e soluzioni che è l’amore.

Natasha Caruana che con sorriso divertito e un po’ sarcastico ci chiede di darle una mano a staccare questo cielo di stelline d’oro posticce dal soffitto e spingere con decisione il tasto “stop” sulla ballatona d’atmosfera che ci ha fatto sentire cullati, compresi e un po’ ebeti; e ancora lei, che cortesemente ci invita a scendere da questa giostra e guardare l’amore per ciò che è realmente: chimica, fisica, circuiti elettrici impazziti, talvolta entropia e soprattutto caso.

I rapporti di coppia sembrano il comune denominatore che rende i suoi lavori e il suo approccio estremamente coerenti e intriganti. Quella che indaga è una dimensione ambigua del sentimento, spesso mettendone in luce le sue declinazioni più grottesche, contraddittorie o addirittura inquietanti. Tutto quello che resta fuori dai riflettori in materia d’amore viene sviscerato in una commistione irresistibile di ironia, provocazione, empatia e lucida consapevolezza.

Il suo “approccio scientifico”, fatto di interviste ed esperimenti, apparentemente permeato da un freddo distacco, è in realtà una meditazione attenta sull’utilizzo di linguaggi fotografici “sterili” (particolarmente cari alla fotografia concettuale degli anni ’70-’80), ma capaci di toccare in profondità certe scomode ma cruciali questioni dei rapporti di coppia.

The Married Man, serie che l’ha resa nota anche fuori dal mondo della fotografia, per il curioso esperimento sociale che ha portato avanti con dedizione e costanza (uscire in 12 mesi con 80 uomini sposati), mette a nudo l’altra faccia, per lo più inattesa, dell’infedeltà maschile: gli uomini che incontra si rivelano spesso tristi, insicuri e sebbene ancora legati alla moglie, non si sentono più compresi o apprezzati, uomini interessati a colmare altrove vuoti di attenzione della propria compagna, piuttosto che soddisfare appetiti sessuali. Fotograficamente il risultato è una collezione di immagini rubate (con un apparecchio “usa e getta”) di immediato fascino, dove drinks lasciati a metà, caffè e pasti consumati in fretta, sono i protagonisti di un teatro amaro di negazioni e solitudine e quei gesti delle mani, tanto lenti e stanchi, su cui Natasha sembra indugiare, sono a tutti gli effetti dichiarazioni di resa alla propria condizione.

©Natasha Caruana, “Coach Horses”, dalla serie “Married Man”, 2008-09

©Natasha Caruana, “Thai Delight”, dalla serie “Married Man”, 2008-09

©Natasha Caruana, “Cafe Rouge”,dalla serie “Married Man”, 2008-09

©Natasha Caruana, “The Barn”, dalla serie “Married Man”, 2008-09

Con Fairytale for Sale, ci racconta la pratica diffusa di mettere in vendita online l’abito nuziale dopo il matrimonio e l’uso di postare sui siti che si occupano di queste transazioni, le fotografie del “lieto giorno”, mascherando in modo grossolano i visi degli sposi. Il risultato è una curiosa tassonomia di gesti e situazioni stereotipate che spesso poco hanno a che vedere con l’amore, anzi il più delle volte l’amore non è che un pretesto per imbastire un goffo e pomposo spettacolo per l’altrui approvazione. E l’atto stesso di mettere in vendita, in un secondo momento, uno dei simboli di questo rito, sembra chiudere il cerchio sulle considerazioni che possiamo fare al riguardo.

'I feel very sad selling my dress but I don't want it stuck in the wardrobe', dalla serie

©Natasha Caruana, ‘I feel very sad selling my dress but I don’t want it stuck in the wardrobe’, dalla serie “Fairytale for Sale” 2011

'I do understand it's a big decision. It's your big day and you need to feel special', dalla serie

©Natasha Caruana, ‘I do understand it’s a big decision. It’s your big day and you need to feel special’, dalla serie “Fairytale for Sale” 2011

'I really want this dress to go to a lovely bride who will treasure it. It's very special!', dalla serie

©Natasha Caruana, ‘I really want this dress to go to a lovely bride who will treasure it. It’s very special!’, dalla serie “Fairytale for Sale” 2011

Fra i progetti della Caruana, Love Bomb è di gran lunga quello più semplice, ma al contempo perturbante: la fotografa londinese assembla uno strano ricettario di quelle che immediatamente identifichiamo come pozioni e fatture d’amore, ma che presto rivelano la loro ambigua natura di strumenti incerti, sospesi fra la seduzione e l’offesa. Il realismo aspro e amatoriale degli scatti ci rimanda a una dimensione archivistica e poliziesca, dove queste immagini, trovano un loro posto ideale, all’interno di fascicoli riguardanti crimini passionali irrisolti. Come se questi scatti rappresentassero una documentazione di oggetti trovati sulla scena di un delitto e la didascalia di ogni immagine, quella che abbiamo identificato come la “ricetta” di ciò che vediamo, fosse una cruda scomposizione di elementi che ci fa tornare ancora con ridondanza a una dimensione analitica. I ritagli di giornale che accompagnano le immagini sembrano sciogliere definitivamente ogni dubbio: quello che viene raccontato qui è il lato oscuro e malato dell’amore, l’ossessione, il possesso, la coercizione che sfociano in rancore, furia, violenza, in un’escalation drammatica che passa da un’innocua Imitation to desire a una disgustosa Piss letter, da una poco rassicurante Nail Bomb fino a un’inequivocabile Love Me Or Die. Sembrano testimonianze mutilate e oscure di un amore schizofrenico e prepotente che, senza controllo, dalla dolcezza scivola improvvisamente in una cattiveria sadica e gratuita.

©Natasha Caruana, “Invitation to Desire”, dalla serie “Love Bomb”, 2014,

©Natasha Caruana, “News 02”, dalla serie “Love Bomb”, 2014,

©Natasha Caruana, “Piss Letter”, dalla serie “Love Bomb”, 2014

©Natasha Caruana, “News 03” dalla serie “Love Bomb”, 2014

L’ultimo tassello di questo viaggio è rappresentato da At First Sight (Coup de foudre per i francesi di Arles che l’hanno incoronata vincitrice della Résidence BMW au Musée Nicéphore Niépce 2014), una meditazione a trecentosessanta gradi sul “colpo di fulmine”, sull’amore a prima vista raccontato attraverso approcci differenti, addirittura opposti, alla materia. Il dialogo della fotografa con i soggetti è sempre un punto di partenza fondamentale per costruire scenari e situazioni, tanto da arrivare a confrontarsi con loro sul modo stesso di rappresentarli nell’atto dell’innamoramento istantaneo. Come nei lavori precedenti, la fotografia è un tassello di un discorso più ampio, che diventa esaustivo e affascinante quando viene condito con diagrammi e schemi, rappresentazioni grafiche del sistema nervoso, grandi classici della narrativa amorosa, testimonianze scientifiche intrecciate con notazioni e vicende personali.

©Natasha Caruana, “Nail Bomb”, dalla serie “Love Bomb”, 2014,

©Natasha Caruana, “News 04”, dalla serie “Love Bomb”, 2014,

©Natasha Caruana, “Love me ord die”, dalla serie “Love Bomb”, 2014,

L’apparato fotografico anche qui è permeato da un alone frizzante di mistero: i personaggi, bloccati dallo scatto e dallo “shock elettrico” suscitato dal manifestarsi dirompente del sentimento d’amore, sembrano in stato di trance, immobili in pose di sorpresa volutamente innaturali e stravaganti, come se ciascuno stesse recitando la propria idea di “coup de foudre”. Alcune immagini documentano piccoli esperimenti sociologici condotti da Natasha per testare i confini dell’innamoramento e le possibilità di indurlo nelle sue “cavie” divertite e curiose. Altre immagini ancora mostrano paesaggi poetici o sublimi, luoghi bizzarri e difficilmente conciliabili con una qualsiasi idea di romanticismo (probabilmente simbolici) e altri particolari ancora che possiamo ipotizzare come quinte teatrali o causa scatenante di questo corto circuito dell’essere umano.

©Natasha Caruana, “I had seen her” dalla serie “At First Sight”

©Natasha Caruana, “Love in 90 mins” dalla serie “At First Sight”

©Natasha Caruana, “Cyclical economics” dalla serie “At First Sight”

Credo che anche in questo caso, la giovane fotografa abbia voluto giocare con le nostre percezioni, lasciarci intendere qualcosa in superficie, per poi rimescolare le carte a un livello più intimo e complesso. La lunga scia di tracce, indizi, teorie e supposizioni che l’artista (il suo approccio è assolutamente vicino all’arte concettuale) ha distribuito sulle pareti del Musée Nicéphore Niépce, sono una mappa del tesoro senza una “x” che ne indichi la posizione, sono la promessa non mantenuta di farci trovare il bandolo della matassa, quando in realtà quello che ci lascia è l’incertezza e il fascino di qualcosa che non ha una risposta definitiva.

©Natasha Caruana, “Alchemy of the sun” dalla serie “At First Sight”

©Natasha Caruana, “The pairing game” dalla serie “At First Sight”

©Natasha Caruana, “From within the darkness” dalla serie “At First Sight”

Forse l’amore a prima vista è una questione di sinapsi o tutto si riduce semplicemente, come diceva Joe R. Lansdale, al Mambo degli orsi, al semplice istinto e desiderio di accoppiamento o più probabilmente dovremmo rassegnarci e rinunciare alla soluzione di questo eterno rompicapo. Fossati direbbe che l’amore è carte da decifrare e lunghe notti e giorni da calcolare e proprio per questo ammetterebbe che non vale la pena ostinarsi nel cercare di capire.

Se l’amore è tutto segni da indovinare, perdona se non ho avuto il tempo di imparare.

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One thought on “Natasha Caruana e la scienza dell’umano sentire

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